Niente velo per Jasira segue l'oscura, ardita e a volte esageratamente bizzarra vita di Jasira, tredicenne arabo-americana alle prese con il confuso e a volte spaventoso percorso adolescenziale alla scoperta della sessualità. Quando la madre la costringe a vivere con l'austero e violento padre libanese a Houston, l'adolescente scopre che la sua famiglia considerata strana ed esotica dal vicinato. E peggio ancora, la sua femminilità in erba mette a disagio il padre collerico e tradizionalista. Sola, in un ambiente ostile, Jasira cerca di instaurare un legame con i vicini e finisce col trovare conforto e crudeltà allo stesso tempo. Le regole morali e la sessualità la trasformano nell'obiettivo di attacchi di razzismo ed ipocrisia, sia a casa sia a scuola. La ragazza attratta da Mr. Vuoso, il riservista dell'esercito, vicino di casa, che l'attira con quantità ingenti di riviste maschili e confuse chiacchiere sdolcinate. Tentando di tenere sotto controllo gli ormoni che imperversano, Jasira stringe un'amicizia con relativa intimità fisica con un compagno di scuola più grande, Thomas. Anche questo rapporto maldispone il padre quando scopre che il ragazzo nero. Desiderando ardentemente un po' di affetto e accettazione, Jasira incarna la voce principale tra i tanti impegni politici, sessuali e razziali degli uomini della sua vita, così diversi fra loro: il padre con le sue idee all'antica sulle donne; Mr. Vuoso, il vicino pericolosamente affascinate; e Thomas che le promette amore nel sesso. Quando Melina, una vicina preoccupata e incinta tenta di aiutarla, l'esplosiva situazione di Jasira giunge a una svolta. Con uno sguardo angoscioso sull'esplorazione fuorviata e confusa dei giovani delle casette a schiera, delle scuole pubbliche e della desolata periferia americana, Jasira vaga per questo mondo e si sorprenderà nel trovare non solo una vigorosa capacità di recupero ma anche un nuovo potere di redenzione.
Commento Personale Del Recensore
"Erian, riuscita a scrivere di una giovane ragazza americana dalla parziale discendenza mediorientale alle prese con il tormento della razza e identità, sullo sfondo la Guerra del Golfo, assieme all'intensa esperienza di crescere in un mondo a ritmo sfrenato, ipersessualizzato e senza regole certe".
Così Alan Ball, creatore del serial televisivo "Six feet under", nonchè vincitore del premio Oscar per la sceneggiatura dellíacclamato "American beauty" di Sam Mendes, parla del romanzo "Towelhead" ( in Italia "Beduina" ) di Alicia Erian, da cui ha preso ispirazione per la sua prima prova registica destinata al grande schermo.
Prova registica che vede protagonista la tredicenne arabo-americana Jasira (Summer Bishil), la quale, alle prese con il confuso e a volte spaventoso percorso adolescenziale della crescita, finisce per incarnare, in cerca di affetto e accettazione, la voce principale tra i tanti impegni politici e razziali degli uomini della sua vita: líaustero e violento padre libanese Rifat (Peter Macdissi), con le sue idee allíantica sulle donne, il vicino di casa Travis Vuoso (Aaron Eckhart), riservista dellíesercito pericolosamente affascinante, e Thomas Bradley (Eugene Jones III), compagno di scuola di colore che, più grande di lei, le promette amore nel sesso.
Quindi, mentre la protagonista viene per la prima volta in contatto con preservativi e riviste erotiche maschili e fa la sua entrata in scena anche il personaggio di Melina Hines (Toni Collette), donna che, preoccupata e in dolce attesa, tenta di aiutarla, Ball, senza rinunciare al suo pizzico di humour nero (non sempre digeribile, in verità), racconta ancora una volta di apparentemente puliti universi familiari a stelle e strisce ossessionati da pruriti sessuali e da un più o meno nascosto odio derivante dalle differenze di razza e cultura.
E, come cíera da aspettarsi, líinsieme, uno dei cui punti di forza è il lodevole cast comprendente anche la Maria Bello di "A history of violence" e il Chris Messina di "Vicky Cristina Barcelona", si lascia apprezzare più per lo script e per l'abile costruzione dei vari personaggi che per una regia decisamente nella media.
Con il solo rischio di apparire eccessivamente lungo, a causa soprattutto dei lenti ritmi di narrazione.
La frase: "Ti nascondi dietro la tua innocenza, ti mostri inesperta, ma sai di essere provocante, lo sai che fai eccitare gli uomini".