E’ la storia di Derek Vinyard (Edward Norton), un giovane skinhead neofascista appena uscito di prigione, e del fratello minore Danny (Edward Furlong) che vuole seguirne le orme. Nel rapporto tra i 2 fratelli interviene il prof. Swiney, un insegnante di colore che, avendo già avuto Derek al liceo, comprende la situazione di Danny. Il prof. Swiney dà un compito a Danny: scrivere una tesi sul fratello maggiore e sugli eventi che lo hanno portato in carcere. Dai flash-backs affiora un Derek violento e intollerante sia nelle parole che nei fatti. Una sera, dopo un violento scontro con i suoi ex-camerati, Derek spiega a Danny cosa l’ha fatto cambiare e cosa l’aveva spinto a diventare un “discepolo di Cristo”, il gruppo neofascista di cui faceva parte. Il racconto di Derek convince Danny e gli fa capire che sono stati l’odio e la rabbia a mandarlo in prigione. Ma quando la serenità sembra tornare, ecco la tragedia finale: la mattina dopo Danny è ucciso nei cessi della scuola da un ragazzo di colore con cui aveva avuto un diverbio il giorno prima. Il film si conclude con Derek che piange sul fratello morto e fa capire come l’odio sia una palla al piede.
Commento Personale Del Recensore
American History X non è un film straordinario (nel senso di fuori dall’ordinario), ma è comunque un capolavoro, un capolavoro sottovalutato da molti. Molti lo ritengono un film pesante, per via della sua morale, della lezione di vita che vuole comunicarci. Ma non è così. La morale c’è e il messaggio fa riflettere, ma è profondo e commovente, e ogni persona dovrebbe vederlo, indipendentemente dalle sue convinzioni e dalle sue ideologie. Il messaggio del film è più profondo e più universale di quello che appare. Non è un film sull’antisemitismo o sul razzismo è un film sull’odio. Un argomento universale che va oltre i confini razziali e di questo secolo.
“American History X” è una riflessione amara ma composta e realista, sulla durezza della vita, sugli errori di un giovane e sugli sbagli di un’intera società. Sulla testardaggine di chi è troppo giovane per capire come va il mondo e sulle sue conseguenze.